Diario di Bordo. Marsiglia, 20 ottobre 2015.
Sono ormai quasi due mesi che mi trovo nella Francia del Sud a operare nell’ ambito del Servizio di Volontariato Europeo e il tempo sembra marciare svelto.
Credo che il merito di questo vada riconosciuto all’ associazione nella quale lavoro e al suo sistema di accoglienza e cura dei volontari europei che consente una loro perfetta integrazione all’ ambiente lavorativo.
Sin dal principio sono stato invitato a partecipare alle varie attività dell’ufficio per cui lavoro (Scambi Internazionali) che partono dalla promozione a livello regionale dei progetti di scambio organizzati con partner europei, passano attraverso il reclutamento dei giovani interessati, e terminano nella risoluzione delle pratiche amministrative relative alla loro partenza e partecipazione ai progetti.
Il dinamismo del lavoro e il costante relazionarsi con un pubblico giovane mi hanno così portato ad apprezzare realmente questa mia esperienza di SVE e ad instaurare da subito un rapporto di profonda collaborazione e fiducia con i mie colleghi.
Inoltre sto avendo la fortuna di vivere in un contesto sociale e domestico multiculturale che stimola una certa curiosità “umanistica” e che sta contribuendo a risvegliare anche una personale creatività artistica da tempo sopita. Le persone magnifiche che sto conoscendo, le loro storie e i loro progetti di vita stanno quindi completando e arricchendo ulteriormente questa mia esperienza estera.
La descrizione della città di Marsiglia necessiterebbe di un capitolo a parte anche se non credo le parole siano un veicolo adeguato all’impresa. Questo perché in una città fatta di contrasti che spaziano dalla bellezza delle sue Calanques a picco sul Mediterraneo ai quartieri disagiati e caotici di tradizione migratoria la “parola” non permetterebbe di cogliere quella visione di insieme che rende questa unica e “sola” sul territorio dell’Esagono.
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